Il comune di Scalea, situato in Calabria, ha un'estensione di circa 22 kmq e conta più di 10.000 abitanti nel mese invernale. Il paese sorge a 25 metri sul livello del mare sulla S.S.18, che lo collega a Nord con la Basilicata e la Campania, a Sud con la Sicilia. Borgo di pescatori e di commercianti fino ad una trentina di anni fa, Scalea è oggi una fiorente cittadina turistica e commerciale.

La sua storia
Tutta la zona perimetrale è una cinta di case e palazzi legati stretti tra di loro, per fare da muraglia di difesa, con quattro porte: una alla marina; l'altra al Palazzo dei Principi Spinelli, presso Piazza De Palma; la terza a metà  del lato sud-est presso Torre Cimalonga; e l'ultima al Castello. Solamente per esse si poteva accedere all'abitato, il quale è attraversato, per tutta la sua altezza, da un' intera scalea, a cui convergono le altre viuzze tagliate pure a gradini. Tutto questo sistema di vie fatte a scale è stata la motivazione figurativa del suo nome.
Nel 1154 lo scrittore arabo Edrisi la scriveva Scaliath forse perché il popolo lo pronunziava, già allora, Scalia. P. Russo riferisce che anticamente Scalea era detta Askalos - Ascula, che nella lingua latina hanno il significato di Scala. Pensiamo che il primo nome del Borgo medievale sia stato Ascula, dal latino ascendere, poiché dobbiamo credere che i latini di Lavinium siano stati i suoi fondatori e i primi abitatori, dopo il loro spostamento dalla palude Fischia. Askalos, invece, sarebbe stato il nome stesso di Askula grecizzato dai Bizantini, che, alternativamente con i Longobardi, l'abitarono fino alla venuta dei Normanni (1064).

 

Monumenti ed opere d’arte a Scalea

I monumenti e opere d’arte principali a Scalea sono: nel centro antico le testimonianze dell’architettura medioevale e il Palazzo dei Principi secolo XIII; il Palazzetto Normanno detto l’Episcopio (sec. XII); ruderi di Chiese Bizantine del secolo IX con affreschi; Torre Cilindrica del secolo XV; ruderi del Castello Normanno; Chiesa di Santa Maria d’Episcopio, del sec. XII, ricostruita nel sec. XVII; la Chiesa di San Nicolo in Plateis del secolo XII, rinnovata nei secoli XIV e XVIII; ruderi della Grancia e del Convento Francescano del secolo XIII; la Chiesetta di San Cataldo, del secolo X, da poco ristrutturata (in una parete all’interno è stato riportato alla luce un prezioso affresco) e, inoltre, sculture lignee e marmoree, affreschi e tele nelle Chiese di Santa Maria d’Episcopio e di San Nicola in Plateis; Torre Talao del sec. XVI ; resti  del pozzo di Santa Lucia sec. X; grotte e celle monastiche del sec. X.

La Gastronomia

Tra i piatti simbolo di Scalea possiamo menzionare: le linguine al baccalà, gli spaghetti al tonno e pomodoro, i vermicelli al pomodoro aglio e basilico, le tagliatelle con i carciofi o asparagi selvatici, i fusilli con carne di capra o con la "vrasciola", i maccheroni con polpette raffermo e peperoncino piccante, lagane e ceci . Gustosi anche i secondi, tra cui spicca il baccalà fritto con i peperoni secchi, il pesce spada alla griglia, i "perciasacchi arraganati"(neonata di pesce fritta con origano, peperoncino rosso in polvere ed aglio) .



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